Posted by: Agos | 7 Maggio 2008

Chicche televisive

Visto che il post precedente ha riscosso così tanto successo (ahem), l’ennesima leggera riflessione sul nonsense mediatico che offende quotidianamente i nostri (ormai pochi) neuroni.

Super Vero TV:

“Un pendìo con pendenza costante che arriva fino a 45°”

J.L. Lagrange, sentita questa frase, ha acquisito un notevole momento angolare.

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Pubblicità Fruttolo Frullix (complimenti per il nome, chissà quanti soldi vi sarà costato):

Bambino sotto anfetamine: “Mi fa impazzir questo frulla–a–to”

Bambina già zoccola: “Così goloso e velluta–a-a–to”.

Ma come minchia parlano? Sempre meglio dei testi dei pezzi da classifica, ma mi sembra quando C. D’Avena usava parole come “caparbietà” per le sigle dei cartoni.

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Ci sarebbe anche la nuova pubblicità del Grand Soleil™, ma è troppo. C’è pure una elegante signora che rutta.

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Aggiungiamo in corner pure la pubblicità progresso: “alfabetizzare vuol dire diventare un membro della società”. Verbi transitivi, che saranno mai?

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Posted by: Agos | 2 Maggio 2008

L’angolo della matematica! D&D edition

Ovvero, la rubrica preferita da me… e basta.

Innanzitutto, sigla - è sempre bellissima!

Oggi parleremo di Dungeons and Dragons e algebra lineare, due argomenti sicuramente molto di moda.
Alcune statistiche:

Difficoltà: ∫∫ (non troppo difficile se si ricorda un po’ di matematica del liceo)

Soldi: ¥¥ (media, le miniature non sono proprio regalate)

Figaggine: ☑ (minima, siamo a livelli di nerdità assoluti)

Tempo: ⌚⌚ (non corto, ma squisitamente elegante)

Nella 4ª edizione di D&D il sistema di combattimento è stato semplificato, soprattutto grazie all’uniformazione del sistema metrico: non più strani arrotondamenti (1 quadretto = 1,5 m = 5 ft — WTF?), ma uno standard ben verificato.
Salvatore (il DM), controllando le regole, si è però accorto di una certa bizzarria: per ovviare al classico problema dell’incommensurabilità della diagonale del quadrato con il suo lato, WotC ha deciso che tutte le diagonali sono lunghe esattamente come il lato ai fini del calcolo di movimento ed aree (ad es. soffi, palle di fuoco).
Questo, commentava Salvatore, ha il bizzarro effetto di rendere la palla di fuoco… cubica! Questo ovviamente confonderà tanti giovani che, irrimediabilmente corrotti nei loro più intimi sentimenti, abbandoneranno lo studio della matematica e/o i giochi di ruolo; ma noi lo impediremo, grazie al potere della matematica!

L’idea mi è venuta sotto la doccia (come al solito), mentre ripensavo a quello che avevo appena studiato — ma partiamo con un po’ di fondamenti, partendo con l’esempio dell’edizione 3.5.

La norma è un operatore matematico che assegna ad ogni vettore di uno spazio vettoriale una grandezza comunemente detta lunghezza o dimensione – questa grandezza dovrà anche possedere specifiche proprietà, per ora non necessarie.Norma euclidea
Per chi ha memoria di geometria analitica, la normale definizione di distanza dall’origine di un qualsiasi punto è un ottimo esempio (vedi figura a destra).

Più familiare risulterà ai miei cinque lettori la nozione di distanza (o metrica), strettamente imparentata con quella di norma e che ci permette, con la scelta di un appropriato insieme, di introdurre il concetto di spazio metrico.Metrica Euclidea

Per fare un esempio pratico, possiamo scegliere come esempio l’insieme dei numeri reali e definire la distanza tra due elementi come la loro differenza, o scegliere l’insieme dei punti di un piano (come quello su cui si muovono le miniature) e come metrica l’usuale distanza euclidea (nella figura sopra), derivata dal celeberrimo teorema di Pitagora.

È importante notare che la definizione di norma e metrica non è in alcun modo unica – già per la distanza ho dato due esempi diversi, ed ulteriori definizioni possono essere date (ad es. il modulo di numeri complessi); gli esempi presentati sono solo le definizioni più comuni (corrispondono infatti alla nostra percezione dello spazio).
Date queste premesse, per spiegare il poco intuitivo sistema della 4ª edizione è sufficiente introdurre la norma infinito (o norma uniforme), e la corrispondente metrica, la distanza di Chebyshev (entrambe in figura).

Norma e distanza di Chebyschev

 

 

 

Con l’appropriata scelta della definizione di distanza tutto torna a funzionare: l’insieme di punti ad una data distanza da un centro diventa quadrata, la palla di fuoco diventa un cubo di fuoco, ed il cubo gelatinoso resta cubico.
“Non staremo forzando un po’ le cose?” — diranno subito i miei piccoli lettori. Il dubbio è lecito, e ridefinire la distanza può sicuramente sembrare un’operazione esagerata, che ci allontana da una visione “classica” dello spazio. Dobbiamo però innanzitutto ricordare che stiamo parlando di Dungeons & Dragons, quindi di un modello semplificato di realtà (ad essere precisi credo si tratti di un metamodello, ma divago), basti pensare all’innaturale quantizzazione del tempo (i turni) o dello spazio (solo Lara Croft si muoverebbe a botte di caselle!). Se questo non bastasse a convincere gli scettici, sappiano che la distanza di Chebyshev è anche detta distanza della scacchiera, in quanto rappresentativa del numero di mosse minimo che serve al re degli scacchi per muoversi tra due punti; mutatis ludis, si tratta proprio dello stesso esempio! Come prezioso effetto collaterale, adesso abbiamo anche un elegantissimo metodo per calcolare più facilmente le distanze nel nuovo sistema, e sappiamo anche che Chebyschev faceva il DM e Liapunov probabilmente il druido.

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Posted by: Agos | 22 Aprile 2008

The Courier of the evening

Il Corriere della Sera, nell’edizione odierna, ci regala un paio di chicche (gli anglofoni commenterebbero con “slow news day”).

A pagina 19 un titolo recita: “Sequestro lampo - Liberato il brooker”; probabilmente la “o” in più è per Scooby Doo. È noto che la revisione è un’arte in estinzione, un po’ come la costruzione di pipe di faggio, ma almeno l’inglese sarebbe da studiare.

Il meglio, però, arriva a pagina 25. Un articolo (argomento metrologia) ci informa che il campione del chilogrammo conservato a Sèvres (IPK, per gli amici), pare aver perso 50 microgrammi, a differenza dei suoi cugini sparsi per il mondo. Con un’evoluzione linguistico-fisico-semantica difficile da ignorare, l’articolo riesce ad effettuare l’esposizione dei fatti senza mai usare la parola “massa”. Come avrà mai fatto? Semplice! Invece di usare il (corretto) termine “massa”, è stato ogni volta usata la parola “peso”. Lasciamo stare che il peso non è un’unità del SI e pertanto non avrà il suo campione di riferimento depositato in alcun luogo. Lasciamo stare che i due concetti sono assolutamente distinti, e che se non si può pretendere che un giornalista abbia fatto l’università almeno sarebbe bello se si ricordasse qualcosa del liceo. Lasciamo stare che viene scritto che “un litro d’acqua pesa un chilo” quando, per definizione di chilogrammo, è esattamente il contrario. Il fatto che non gli sia mai scappato il termine giusto è veramente da record.
Per aumentare il rigore scientifico l’articolo ci regala un paio di facts veramente buffi: il peso (sic) perso dal cilindro è pari a quello di un’impronta digitale (ah, adesso sì che ho capito); la nuova sfera che andrebbe a sostituire l’attuale chilogrammo, realizzata da un laboratorio tedesco, avrà “peso il più vicino possibile al chilogrammo standard” - geniale visto che sarà esattamente un chilogrammo… per definizione; l’innovativo metodo usato per assicurarsi che il numero di atomi della sfera sia esatto “individua una costante (di Avogadro) che a sua volta mette in relazione numero di atomi e peso”. Povero Amedeo, che pensavi di averla già individuata quasi due secoli fa. Concludendo, si parla di creare l’isotopo 28 del silicio (sempre per fare la sfera). Se non ricordo male un quarto della crosta terrestre è composto proprio da silicio 28 - forse forse non ci si deve sbattere troppo per crearlo.

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Posted by: Agos | 21 Aprile 2008

Festival dell’orrido

Due spot appena visti, uno dopo l’altro:

La Bliss pubblicizza dei mediocri gioielli per ragazzine, usando foto e brevi spezzoni (degni del materiale di repertorio di TeleLaghi) di Paris Hilton mentre con indosso la suddetta bigiotteria mentre si dedica alle più disparate tra le sue attività quotidiane: truccarsi, svaccarsi su un divano, ecc. (montaggio a cura della casa del bagno). La incredibile pubblicità si conclude con una bruttissima scena in cui compare l’orrido logo, passa un lens flare che urla “anni novantaaaaaaaaaaaaaaa”, e il claim “tutto diventa possibile” - writing credits: puffo forzuto. Ma perché ve ne parlo: andate sul sito e guardatevelo!

La Novi pubblicizza dei cioccolati a tipo Ritter sport, ma ancora più pezzotti. Musica per lo spot: Popcorn. Ma si può essere più trash? Io dico di no.

*AGGIORNAMENTO!*

La pubblicità della 500 con “Everybody needs somebody to love” appezzottata (cambiando UNA nota del tema!), e la moscissima pubblicità della heineken di cui, peraltro, sono un diretto colpevole.

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Posted by: Agos | 21 Aprile 2008

Il salone dell’immobile

L’immobile è ovviamente chi ha pensato di muoversi in auto. AH-HA (a tipo Nelson dei Simpson).

Grazie all’idea di Edo di mangiare in zona Tortona (che per fortuna non si è trasformata in un dramma, ma in un’ottima cena) ho constatato di persona cos’è successo. Un piccolo video parla più di mille immagini:

A parte le solite scene di degenero urbano che manco a Formentera ad agosto, quello che è balzato all’attenzione di un po’ tutti è come la città si sia paralizzata. Praticamente un fermacarte abitabile. L’emisfero ovest della città completamente imbottigliato, Taxi più introvabili del quinto biglietto d’oro, l’idea di posteggiare più improbabile di un romanzo di Douglas Adams.

Aggiungi gente che fa feste con le spade laser dei marocchini, gente che costruisce pile di bottiglie di birra, ma soprattutto l’epica battaglia Red Bull/Burn energy drink, combattuta a suon di robba gratis. Alla terza lattina in mano (più le cicche che mi avevano dato) ho deciso che avrei anche gradito dormire, ma mentre sto per mandare a quel paese la biondina BurnEnergiDrinc questa se n’è già andata, è già tornata, mi ha detto “ma ci conosciamo?”, si è risposta “…no.”, e se n’è già riandata. Capisco perché abbiano scelto lei per promuovere il prodotto.

Come la sera che l’Italia ha vinto i mondiali di calcio, ma senza bandiere ed in giro c’erano solo architetti. Uguale.

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Posted by: Agos | 11 Aprile 2008

Un nuovo dubbio

“Io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo”

Lorenzo (ma anche Claudio), hai studiato con Giggi? Non si riusciva a fare un testo più accessibile? Questa ricercatezza potrebbe spaventare i fanZ.

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Posted by: Agos | 11 Aprile 2008

Effetti collaterali

C’era una volta un gioco che si chiamava Rogue.
Era bellissimo: tu eri una faccina (un carattere, nulla più) e ti aggiravi per delle stanze raccogliendo oggetti strani e soprattutto riempiendo di botte un sacco di mostri.

Rogue (forse cliccando si vede più grande)

I mostri. Ci vogliono in ogni videogioco, sono la necessaria nemesi di ogni eroe che si rispetti, la spinta necessaria - è noto che l’unico incentivo alla dura vita da avventuriero è il piacere dato dall’estinzione di intere razze di creature che hanno commesso l’unico peccato di esistere.
In Rogue i mostri erano rappresentati (come tutto il resto in quel gioco, d’altra parte), da un solo carattere - una lettera per mostro. Ad esempio la T era un Troll, la D un drago, e così via.

E c’è gente che ci gioca ancora oggi!

Beh, Filippo mi ha fatto notare una cosa: dopo quasi 30 anni abituato a trattare le O come orchi, che effetto fa leggere un libro? :-| 

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Posted by: Agos | 11 Aprile 2008

Dalla pubblicità dei Tarallucci™

“Che buoni! Sembrano fatti con le uova del nonno!”

Famiglia di anfibi?

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Posted by: Agos | 19 Marzo 2008

Foto del giorno

Stavo recandomi al Filaforum (anzi no, ora si chiama Datchforum) per uno spettacolo con mia madre e mio fratello, ed attraversando il parcheggio ho rivisto un cartello che in passato mi aveva donato già tanta ilarità (da non confondersi con: Ilaria), e ve lo ripropongo tosto:

12032008221-b.jpg (immagino si debba cliccare per vederla più grande).

Capito? A Rozzano non si sparano solo, sono passati alle mine!

Posted by: Agos | 5 Marzo 2008

Rimane un dubbio

“E a chi dice che non sei normale, tu non piangere su quello che non sei”

Anna, Giggggi, ma che cazzo vuol dire?

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