Pubblicato da: Agos | 24 luglio 2008

Okonomiyaki

Agostino ha provato per la prima volta il mitico piatto di Osaka!

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Pubblicato da: Agos | 24 luglio 2008

MetaYojiFoto

Che figata, Yoji ha messo le foto del Compleanno di Salva nel ristorante!
🙂

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Pubblicato da: Agos | 24 luglio 2008

Wow

Wow. Bloggo dal mio telefono. Ha un che di mistico.

Pubblicato da: Agos | 18 luglio 2008

Cose che non mi fanno dormire

…in rigoroso ordine di gravità discendente.

1) Allarme domestico che suona a distesa.

2) Il gatto che vuole giocare — “miiiiiurrrrf; miiiiiriiiiiiriii; rrrririiiiiiiimiiiiiiur”

3) La discoteca “da Alfio” che ha deciso che oggi possono tenere le finestre aperte che fa caldo.

4) Un lavoro che sto finendo.

Per fortuna che ho scelto di finire il lavoro stanotte, sennò avrei fatto il seguito di stamattina.

Pubblicato da: Agos | 17 luglio 2008

Cose che mi hanno svegliato stamattina…

…in rigoroso ordine cronologico.

  1. Uno squillo.
  2. Un messaggio.
  3. Il tizio con lo sparafoglie (la scopa, evidentemente, non s’usa più).
  4. Aereo.
  5. Lavaggio strade (che a Milano 2 si fa di mattina, unico posto del pianeta).
  6. La mia sveglia.

Ogni tanto mi chiedo sinceramente perché la punto, dato che tanto mezz’ora prima sono già sveglio 😐

Pubblicato da: Agos | 25 giugno 2008

L’angolo del bricolage

Domanda: l’angolo del bricolage sarà un angolo retto, no?

Comunque, forte del mio impegno di ieri in cui ho vinto contro il letto Svanerp™ Ikea, oggi mi sono dato da fare ed ho riparato il cassetto. Che poi c’era poco da scegliere, visto che l’alternativa era tenersi il cassetto in mezzo al pavimento, anche se i gatti avevano mostrato di apprezzare sia l’improvvisata cuccia tra le mie magliette che il nascondiglio nel buco del cassetto.

Cassetto riparato dopo 5 anni dalla sua installazione, aveva cominciato a dare problemi dopo… boh, 6 mesi? Una rotaia montata più avanti per l’altra, una vite mancante ed una che si è svitata dopo appunto pochi mesi causa… boh, si dev’essere rovinata la filettatura. 

Chiudo prima che mi venga la malsana idea di parlare di ciclicità e com’era allora e com’è adesso.

Pubblicato da: Agos | 21 giugno 2008

L’angolo della matematica – esistenzialismo edition

Che in realtà è ben poco esistenzialistico. È solo una scemenza che mi è venuta in mente ed ho pensato potesse essere pure un pochetto divertente (rileggendolo mi accorgo che non è divertente, NdR). Qualunque riferimento a persone, fatti o cose che non siano matematici morti prima dell’800 è puramente casuale. Davvero.

Matematica richiesta: Analisi I (campo complesso). 

“Se ti sembra di vivere in un mondo completamente senza senso, dove le cose importanti ti passano da parte a parte senza curarsi della tua esistenza, a volte basta voltare la testa, per ritrovare la realtà esattamente dove l’avevi lasciata.”

Che poi, in realtà, mi serve solo come introduzione ad un articolo che scriverò spero a breve sull’argomento campo complesso (post in realtà a sua volta ispirato da una storica vignetta di xkcd. Riuscirà il nostro eroe ad interessare i suoi lettori? O hanno già puntato tutti i loro browser su ICHC?

 

 

P.S. Ma quell’uomo, quanta roba ha fatto?

Pubblicato da: Agos | 4 giugno 2008

Alcuni aggiornamenti

Visto che ho latitato un pochetto, riassumo un po’ di belle cose che ho notato:

  • “Non può piovere per sempre” (citazione da il corvo)
    “Sì, ma ci sta provando forte” (citazione mia).
    Il tempo resta una latrina.
  • Si parla tanto di Robin Hood tax, ed il Corriere di ieri per parlarne appiccica un bel disegno di Peter Pan. Che geni, cazzo.
  • Actimel mi fa notare che se sono stanco per gli esami, con una fiaschetta di jogurt andrà tutto a posto.
  • Ne avevo un’altra ma me la sono dimenticata.  
Pubblicato da: Agos | 7 maggio 2008

Chicche televisive

Visto che il post precedente ha riscosso così tanto successo (ahem), l’ennesima leggera riflessione sul nonsense mediatico che offende quotidianamente i nostri (ormai pochi) neuroni.

Super Vero TV:

“Un pendìo con pendenza costante che arriva fino a 45°”

J.L. Lagrange, sentita questa frase, ha acquisito un notevole momento angolare.

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Pubblicità Fruttolo Frullix (complimenti per il nome, chissà quanti soldi vi sarà costato):

Bambino sotto anfetamine: “Mi fa impazzir questo frulla–a–to”

Bambina già zoccola: “Così goloso e velluta–a-a–to”.

Ma come minchia parlano? Sempre meglio dei testi dei pezzi da classifica, ma mi sembra quando C. D’Avena usava parole come “caparbietà” per le sigle dei cartoni.

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Ci sarebbe anche la nuova pubblicità del Grand Soleil™, ma è troppo. C’è pure una elegante signora che rutta.

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Aggiungiamo in corner pure la pubblicità progresso: “alfabetizzare vuol dire diventare un membro della società”. Verbi transitivi, che saranno mai?

Pubblicato da: Agos | 2 maggio 2008

L’angolo della matematica! D&D edition

Ovvero, la rubrica preferita da me… e basta.

Innanzitutto, sigla – è sempre bellissima!

Oggi parleremo di Dungeons and Dragons e algebra lineare, due argomenti sicuramente molto di moda.
Alcune statistiche:

Difficoltà: ∫∫ (non troppo difficile se si ricorda un po’ di matematica del liceo)

Soldi: ¥¥ (media, le miniature non sono proprio regalate)

Figaggine: ☑ (minima, siamo a livelli di nerdità assoluti)

Tempo: ⌚⌚ (non corto, ma squisitamente elegante)

Nella 4ª edizione di D&D il sistema di combattimento è stato semplificato, soprattutto grazie all’uniformazione del sistema metrico: non più strani arrotondamenti (1 quadretto = 1,5 m = 5 ft — WTF?), ma uno standard ben verificato.
Salvatore (il DM), controllando le regole, si è però accorto di una certa bizzarria: per ovviare al classico problema dell’incommensurabilità della diagonale del quadrato con il suo lato, WotC ha deciso che tutte le diagonali sono lunghe esattamente come il lato ai fini del calcolo di movimento ed aree (ad es. soffi, palle di fuoco).
Questo, commentava Salvatore, ha il bizzarro effetto di rendere la palla di fuoco… cubica! Questo ovviamente confonderà tanti giovani che, irrimediabilmente corrotti nei loro più intimi sentimenti, abbandoneranno lo studio della matematica e/o i giochi di ruolo; ma noi lo impediremo, grazie al potere della matematica!

L’idea mi è venuta sotto la doccia (come al solito), mentre ripensavo a quello che avevo appena studiato — ma partiamo con un po’ di fondamenti, partendo con l’esempio dell’edizione 3.5.

La norma è un operatore matematico che assegna ad ogni vettore di uno spazio vettoriale una grandezza comunemente detta lunghezza o dimensione – questa grandezza dovrà anche possedere specifiche proprietà, per ora non necessarie.Norma euclidea
Per chi ha memoria di geometria analitica, la normale definizione di distanza dall’origine di un qualsiasi punto è un ottimo esempio (vedi figura a destra).

Più familiare risulterà ai miei cinque lettori la nozione di distanza (o metrica), strettamente imparentata con quella di norma e che ci permette, con la scelta di un appropriato insieme, di introdurre il concetto di spazio metrico.Metrica Euclidea

Per fare un esempio pratico, possiamo scegliere come esempio l’insieme dei numeri reali e definire la distanza tra due elementi come la loro differenza, o scegliere l’insieme dei punti di un piano (come quello su cui si muovono le miniature) e come metrica l’usuale distanza euclidea (nella figura sopra), derivata dal celeberrimo teorema di Pitagora.

È importante notare che la definizione di norma e metrica non è in alcun modo unica – già per la distanza ho dato due esempi diversi, ed ulteriori definizioni possono essere date (ad es. il modulo di numeri complessi); gli esempi presentati sono solo le definizioni più comuni (corrispondono infatti alla nostra percezione dello spazio).
Date queste premesse, per spiegare il poco intuitivo sistema della 4ª edizione è sufficiente introdurre la norma infinito (o norma uniforme), e la corrispondente metrica, la distanza di Chebyshev (entrambe in figura).

Norma e distanza di Chebyschev

 

 

 

Con l’appropriata scelta della definizione di distanza tutto torna a funzionare: l’insieme di punti ad una data distanza da un centro diventa quadrata, la palla di fuoco diventa un cubo di fuoco, ed il cubo gelatinoso resta cubico.
“Non staremo forzando un po’ le cose?” — diranno subito i miei piccoli lettori. Il dubbio è lecito, e ridefinire la distanza può sicuramente sembrare un’operazione esagerata, che ci allontana da una visione “classica” dello spazio. Dobbiamo però innanzitutto ricordare che stiamo parlando di Dungeons & Dragons, quindi di un modello semplificato di realtà (ad essere precisi credo si tratti di un metamodello, ma divago), basti pensare all’innaturale quantizzazione del tempo (i turni) o dello spazio (solo Lara Croft si muoverebbe a botte di caselle!). Se questo non bastasse a convincere gli scettici, sappiano che la distanza di Chebyshev è anche detta distanza della scacchiera, in quanto rappresentativa del numero di mosse minimo che serve al re degli scacchi per muoversi tra due punti; mutatis ludis, si tratta proprio dello stesso esempio! Come prezioso effetto collaterale, adesso abbiamo anche un elegantissimo metodo per calcolare più facilmente le distanze nel nuovo sistema, e sappiamo anche che Chebyschev faceva il DM e Liapunov probabilmente il druido.

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